| Don't call me Gaga. |
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 A volte mi capita di sentirmi ancora come la ragazzina perdente delle superiori e allora devo farmi forza e dirmi che sono una superstar ogni mattina, così da superare la giornata ed essere, per i miei fans, quello che hanno bisogno che io sia. Ma, a volte, ho ancora quella sensazione, come se le persone tentassero di distruggermi. Non posso essere distrutta, non voglio essere distrutta e non distruggerete il regno abitato dai miei fans. Lotto per ogni ragazzino come me, che si è sentito come mi sono sentita io, e si sente ancora come mi sento io. Fa male sapere quanto sangue autentico e sincero scorra nel mio spirito e rendersi conto che la gente lo ignori... perché vedono ali e rossetti e basta, perché non capiscono. Voglio soltanto essere una regina per loro e a volte non mi sento tale. Non si tratta più di essere vincente per me stessa, ma di essere una vincente per loro. A volte mi sembra di essere sempre sul palcoscenico e sento che la mia stessa vita è un palcoscenico continuo: quando danzo, quando canto, quando faccio colazione. C'è però un momento di verità quando il palcoscenico scompare: quando piango. Sulle scene, fuori dalle scene o con qualcuno. C'è qualcosa di profondamente vero e onesto in questo. Non ha niente a che vedere con il togliermi una parrucca o il rossetto... è molto più profondo di questo. |
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